Come si evolverà il mondo del lavoro nei prossimi decenni?

Come si evolverà il mondo del lavoro nei prossimi decenni?

Leggere i trend del mercato è fondamentale per anticipare il cambiamento.

E' per questo che We Train Italy, il più grande portale italiano della formazione online che offre ai propri studenti la possibilità di abbonarsi a tutti i corsi a soli 59 euro, senza limiti, da questo link, vi propone una guida che vi aiuti a capire da soli in che direzione sta andando il mondo del lavoro e delle tecnologie.

Che siate dipendenti, imprenditori o professionisti, in un mondo che si evolve sempre più rapidamente la vostra dote essenziale diventa questa: la capacità di leggere i trend del mercato e di aggiornarsi o cambiare al momento giusto.

Il cambiamento è un compagno che ti passa la palla.

E' importante capire che il cambiamento non è un avversario, ma somiglia di più a un compagno che ti passa la palla: sta a noi leggere i suoi movimenti e scattare con il giusto tempismo. Ne troppo presto, per non finire in fuorigioco, e nemmeno troppo tardi, altrimenti perderemo l’appuntamento con il pallone.

L’esempio dei social network.

Per capire meglio le dinamiche del cambiamento, è utile analizzare come tante aziende di successo, che hanno inciso profondamente nel panorama economico mondiale, non siano state le prime, e nemmeno le ultime, a proporre un certo modello, e quanto i loro risultati siano stati legati alla giusta scelta del momento in cui investire in un determinato settore.

Guardiamo per esempio alla storia dei social networks.

Vediamo che i due social media di maggior successo, Facebook (lancio universitario nel 2004 e pubblico nel 2006, più di 2 miliardi di utenti oggi) e Twitter (lancio nel 2006, 330 milioni di utenti oggi), sono stati preceduti da una lunga lista di servizi analoghi che permettevano, già ai loro tempi, di creare profili utente, invitare amici, navigare i profili degli amici e interagire sui gruppi.
Parliamo di Classmates (lancio nel 1995, 50 milioni di utenti raggiunti), SixDegrees (lancio nel 1997, 3 milioni di utenti raggiunti), Friendster (lancio nel 2002, 115 milioni di utenti raggiunti) e MySpace (lancio nel 2003, 75 milioni di utenti raggiunti).

Tutti questi servizi, e molti altri analoghi, hanno chiuso o sono rimasti ancorati a delle nicchie di utenti (musicisti, ex-studenti, gamers), mentre Facebook e Twitter sono arrivati dopo di loro e sono letteralmente esplosi, qual è la motivazione?

Il trend di un settore è indissolubilmente legato a molti altri.

Sicuramente il talento dei fondatori ha avuto il proprio peso, ma altrettanto peso va attribuito al momento in cui queste startup hanno deciso di investire nei social media e a come il trend di crescita dei social sia stato alimentato da altri trend e indissolubilmente legato a loro, tanto per citarne qualcuno:

1.     La massificazione del fenomeno internet, con una popolazione di utenti connessi che contava solo 16 milioni nel 1995 (lancio Classmates), 70 milioni nel 1997 (lancio SixDegrees), 500 milioni nel 2002 (lancio Friendster), 700 milioni nel 2003 (lancio MySpace), ma che è passata da 1 miliardo a 4 miliardi dal 2006 (lancio pubblico di Facebook e Twitter) ad oggi, triplicando il rateo di crescita rispetto ai dieci anni precedenti e stravolgendo il profilo degli utenti internet, da addetti ai lavori a mainstream;

2.     L’incremento esponenziale della velocità di connessione a livello mondiale, che ha permesso negli ultimi dieci anni di condividere con sempre maggiore facilità foto, musica, video e streaming;

3.     L’affermazione degli smartphone come dispositivi non solo di lavoro ma di intrattenimento e tempo libero (il form-shift, ovvero il passaggio da tastiera a touch screen capacitivo, avviene nel 2007);

4.     La diffusione delle Application Programming Interfaces, nate nel 2002 e esplose negli anni successivi, che hanno permesso la fioritura di applicazioni sviluppate da terze parti per Facebook e Twitter;

5.     La crescente sfiducia nella popolazione, successivamente all’11 Settembre 2001, nei mezzi di informazione istituzionali, e la necessità di cercare e condividere informazioni alternative e “dal basso”;

6.     L’affermazione massiccia delle strategie di marketing mirato (one-to-one), e il conseguente interesse dei produttori nei confronti della capacità dei social network di profilare accuratamente gli utenti per preferenze e comportamenti;

L’elenco riportato, sicuramente non esaustivo, fa capire come dal 2006 in poi l’ascesa dei social media sia stata indissolubilmente legata ad altri trend di tipo infrastrutturale, tecnologico, sociale, culturale ed economico, che i loro predecessori non avevano potuto sfruttare perché erano semplicemente partiti troppo presto, e che il loro più importante successore, Google+, non ha saputo interpretare al meglio, almeno non quanto sarebbe stato necessario per recuperare il ritardo accumulato.

Come leggere i trend del futuro.

Leggere i trend del futuro diventa quindi fondamentale, anche per capire se la nostra professione sta diventando obsoleta o se si sta semplicemente trasformando e quali sono le nostre possibilità per evolverci e adattarci al mercato.

Ovviamente non è semplice, e l’ideale sarebbe capire quale settore esploderà nei prossimi anni e investire in formazione per trovarsi pronti nel momento in cui si potrà cavalcarne l’onda.

Ovviamente non c’è una ricetta magica, ma il consiglio è quello di leggere il più possibile, per esempio i report sui tech trends che vengono compilati ogni anno dalle grandi multinazionali o dai venture capitals (per esempio: qui e qui), e fare rete con persone curiose e attente a questi fenomeni con cui possiamo confrontarci e da cui possiamo imparare.

Da non sottovalutare sono una serie di tool che possono farci capire le dimensioni e l’andamento di un certo mercato, come per esempio:

Statista, per capire andamenti e numeri di ogni settore: https://www.statista.com/

Amazon Best Sellers, per avere un’idea delle dimensioni di un mercato: amazon.com/Best-Sellers/zgbs

Google Trends, per sapere cosa cercano gli utenti: trends.google.com/trends

Facebook Ad tool, per capire quanti utenti sono interessati a un argomento: facebook.com   

Ricorda che la fonte migliore di ispirazione per la tua vita e il tuo lavoro è la formazione continua, approfitta della possibilità di abbonarti a tutti i corsi a soli 59 euro, senza limiti, da questo link.

 

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Testa le tue soft skills in meno di 20 minuti e scarica il certificato

Testa le tue soft skills in meno di 20 minuti e scarica il certificato

Sai che le soft skills sono sempre più ricercate dalle aziende?

E' per questo che We Train Italy, il più grande portale italiano della formazione online che offre ai propri studenti la possibilità di abbonarsi a tutti i corsi a soli 59 euro, senza limiti, da questo link, vi ha proposto di certificare le vostre soft skills in meno di 20 minuti sul portale di Ranaway con Skeym.

Ma cosa sono le soft skills? Parliamo di una combinazione di capacità di relazioni interpersonali, sociali, di comunicazione, e anche di attitudini, tratti del carattere e intelligenza emozionale che contribuiscono a rendere le persone capaci di lavorare bene con gli altri, muoversi nell'ambiente lavorativo e raggiungere i propri obiettivi.

Perché le soft skills sono importanti?

Il mercato del lavoro vive continui e repentini mutamenti.

Ogni azienda fa i conti con la necessità di selezionare talenti idonei a ricoprire specifici ruoli, ma anche di determinare il potenziale delle proprie risorse già inserite in organico.

Poter contare su strumenti professionali ed innovativi che siano in grado di svelare in modo veloce e preciso le potenzialità delle persone è sicuramente un vantaggio da non sottovalutare.

Non sempre, infatti, i tradizionali metodi di assessment si rivelano efficaci, soprattutto se a confrontarsi con essi sono le nuove generazioni di nativi digitali, maggiormente avvezze ad un linguaggio smart ed immediato.

In quest’ottica ha lavorato Ranaway, azienda distribuita di nuova generazione, ideando Skeym, una piattaforma di assessments gamificati in grado di valutare attitudini e soft skills attraverso videogames interattivi e coinvolgenti.

L’assessment proposto da Ranaway, dunque, non si presenta più come un test carta e penna da compilare, ma viene proposto ai candidati sotto forma di adventure game. Si tratta di una sessione di gioco della durata di 20 minuti circa, al termine della quale viene generato un report contenente un profilo psicologico dettagliato, in cui convergono tutte le informazioni scaturite dalle scelte del giocatore che dovrà solo interagire con ambienti e personaggi come farebbe nella vita reale.

Skeym è una piattaforma Saas, che consente a qualsiasi HR Professional di costruire il proprio videogioco per realizzare un assessment, ed è perfettamente integrabile con i maggiori ATS (Application Tracking Sys.) presenti sul mercato.

Sono le aziende stesse a decidere i parametri da misurare, in maniera intuitiva, semplice e veloce, senza alcuna necessità di competenze tecniche pregresse, gestendo la selezione di driver attitudinali e relativi alle soft skills che ritengono di maggiore interesse per condurre assessment di candidati e personale interno.

Questa metodologia si basa su solide basi scientifiche, tenendo conto dei più recenti studi in ambito psicometrico, e presenta notevoli vantaggi in fase di selezione, di change management e di valutazione del potenziale, velocizzando i processi e riducendo in modo significativo bias di osservatori/valutatori e tentativi di orientare il risultato che, secondo la letteratura scientifica, i candidati frequentemente pongono in atto.

I futuri processi di valutazione, attrazione, recruitment e gestione dei talenti dunque, in accordo con i linguaggi condivisi da millennials e Z generation, diventano più semplici, accurati, divertenti e veloci rispetto ai sistemi tradizionali ad oggi disponibili.

Una rivoluzione già in atto che promette grandi sorprese.

Ricorda che per rendere più appetibile il tuo cv e le tue competenze per le aziende non c'è nulla di meglio della formazione continua, solo per pochi giorni diamo la possibilità di abbonarsi a tutti i corsi a soli 59 euro, senza limiti, da questo link.

Se sei interessato e vuoi saperne di più visita il sito

www.ranaway.io

oppure contatta Ranaway inviando un e-mail all’indirizzo

info@ranaway.io 

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Ecco 20 suggerimenti su come affrontare il colloquio di lavoro

Ecco 20 suggerimenti su come affrontare il colloquio di lavoro

Il colloquio di lavoro è un momento importante, e prepararlo bene ci aiuta ad affrontarlo con sicurezza.

La selezione infatti può generare ansia, preoccupazione, tensione, e spesso questi fenomeni ci impediscono non solo di presentarci al meglio, ma anche di raggiungere l'altro obiettivo del colloquio, ovvero ottenere informazioni, in maniera cortese e professionale, sul nostro futuro datore di lavoro e sull'attività proposta.

E' per questo che We Train Italy, il più grande portale italiano della formazione online che offre ai propri studenti la possibilità di abbonarsi a tutti i corsi a soli 59 euro, senza limiti, da questo link, ha raccolto per i suoi studenti 20 tra i più utili suggerimenti per affrontare il momento della selezione nella maniera migliore.

Leggete insieme a noi i suggerimenti che seguono, e scriveteci per farci sapere quali sono i vostri punti di forza e le vostre difficoltà in fase di colloquio.

La telefonata di contatto

1. La telefonata di contatto è spesso un pre-colloquio, dove non sarete necessariamente scartati ma potreste impressionare il selezionatore in maniera negativa o positiva. Siate cordiali e disponibili, non mostrate fretta e provate a isolarvi da fonti di rumore o da conversazioni esterne. Se non riuscite a trovare un posto tranquillo, meglio non rispondere e richiamare appena possibile da un contesto sereno.

La reputazione online

2. Curate con attenzione la vostra reputazione digitale, è abitudine dei selezionatori controllare i vostri profili Linkedin, Facebook, Instagram e altro, scegliete con cura post e immagini nel periodo di ricerca del lavoro e cercate di mettere in vetrina passioni e competenze. 

Il look 

3. Cercate di reperire informazioni sull'azienda online, magari anche foto, e cercate di capire qual'è la tipologia di abbigliamento più diffusa, sia in generale che per la posizione da te ricercata in particolare.
4. Scegliete abiti che sappiano mettervi a vostro agio e che trasmettano sicurezza in se stessi e professionalità, senza eccedere.

Spostarsi verso il colloquio 

5. Pianificate con cura lo spostamento nel luogo del colloquio, scegliendo i mezzi più affidabili e tenendo conto di eventuali problemi per evitare ritardi.
6. Arrivate in generale con largo anticipo e prendete un caffè nei pressi del luogo del colloquio per rilassarvi.

Informazioni sull'azienda e sul selezionatore

7. Cercate online informazioni sull'azienda, opinioni dei clienti, articoli, pagine Linkedin di persone che ci lavorano, così da farvi un'idea del contesto che vi aspetta. E' importante anche in fase di colloquio dimostrare di essere preparati su cosa fa il vostro potenziale datore di lavoro.
8. Cercate tra gli amici dei vostri amici qualcuno che lavora o ha lavorato in quella realtà per avere informazioni di prima mano.
9. Cercate su Linkedin informazioni sul vostro selezionatore per sapere chi vi troverete davanti.

Atteggiamento

10. Siate cordiali e sorridenti con tutte le persone che incontrate in azienda, anche i loro feedback, in un secondo momento, potrebbero essere importanti per il selezionatore
11. I primi 90 secondi sono decisivi nella valutazione di un candidato e ciò che incide di più non è tanto quello che viene detto, ma come viene detto ed il modo in cui si interagisce. Quindi attenzione al linguaggio del corpo, tono della voce, contatto visivo, postura.

Cosa dire

12. Preparatevi prima le risposte, provando e ripetendo, alle domande basilari come "mi parli di sè", "perché è interessato a questa posizione?", "dove si vede tra cinque o dieci anni?"
13. Se possibile, iniziate il colloquio con una frase forte e sintetica, come "Sono un Project Manager e mi occupo da 7 anni di governance di progetti ICT".
14. Pensate prima a quale valore aggiunto potete dare nel contesto per cui siete selezionati.
15. Preparatevi a rispondere con tranquillità e sincerità a domande sui vostri punti deboli e sulle caratteristiche da migliorare.
16. Ricordatevi di essere professionali, evitando argomenti che esulino dal lavoro, come passioni politiche, calcistiche, preferenze religiose, sessuali, e se è il selezionatore a parlarne non irrigiditevi ma riportate la discussione sui binari giusti.
17. Non mentite sul vostro passato, ma preparatevi a motivare con serenità eventuali periodi di disoccupazione o attività lavorative un po' troppo brevi o saltuarie.
18. Non parlate male di ex colleghi o ex datori di lavoro.
19. Non fate richieste economiche o contrattuali troppo presto, solitamente è meglio attendere un secondo incontro o almeno di aver superato la parte attitudinale e di competenze.

Dopo il colloquio

20. Non abbassate la tensione, ma preparatevi alle possibili domande di un secondo colloquio, magari ripassando e scrivendo anche quello che vi è stato detto e che avete risposto durante il colloquio.

Qualunque sia l'esito del colloquio, restate positivi e ricordatevi di scrivere al recruiter per ringraziarlo del tempo che vi ha dedicato, potreste incontrarlo ancora in futuro in una nuova situazione e vale sempre la pena lasciare una buona impressione.

 

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Giovani e lavoro digitale: mancano candidati e preparazione

Giovani e lavoro digitale: mancano candidati e preparazione

Le persone in cerca di lavoro spesso non sono in grado di rispondere ai requisiti e alle competenze tecnologiche e digitali richieste dalle aziende.

E' questo che è emerso dal convegno “Giovani e lavoro digitale: un bilancio dei progetti avviati e un’illustrazione degli sviluppi futuri” organizzato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

A questa carenza We Train Italy, il più grande portale italiano della formazione online, vuole rispondere offrendo ai propri studenti la possibilità di abbonarsi a tutti i corsi tecnologici e non a soli 59 euro, senza limiti, da questo link.

Il convegno, tenutosi questo mese presso la sede romana dell’Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro (INAIL), ha parlato dell'’importanza degli investimenti nel capitale umano, della necessità di rafforzare le competenze digitali e delle iniziative legate al digitale rivolte ai giovani.

Come evidenzia l'infografica riportata in copertina, il settore del digitale è quello dove più spesso le persone in cerca di lavoro non hanno i requisiti per candidarsi o non hanno preparazione sufficiente.

Il rifinanziamento dell'iniziativa Garanzia Giovani avrà proprio l'obiettivo di riempire il gap di skill digitali con progetti mirati ai giovani.

In cosa consistono i progetti?

Il primo, “Start-up innovative digitali”, vuole far incontrare giovani startupper di talento che hanno un'idea da realizzare. I giovani utilizzeranno strumenti di e-learning e servizi integrati a supporto all'impresa, a cui collaboreranno anche degli incubatori. Il processo di formazione a distanza sarà utilizzato anche per selezionare 1000 giovani che parteciperanno alla formazione in aula.

Il secondo, “Competenze ICT per i giovani del Mezzogiorno”, è mirato a innalzare l’offerta e la qualità della formazione nel settore ICT e far fronte alla crescente richiesta di competenze specifiche e figure professionali specializzate nel meridione. Si punta a raggiungere circa 2.000 destinatari, a cui saranno dedicati percorsi formativi specializzati di massimo 200 ore e un successivo tirocinio della durata di 3 mesi. 

Rifinanziamento previsto anche per “Crescere in Digitale” che, grazie al rifinanziamento, terminerà nel 2020 e permetterà ad altri ragazzi di accedere ai tirocini extracurriculari, promuovendo sia la mobilità geografica sul territorio nazionale sia quella internazionale grazie alla rete delle Camere di Commercio italiane all’estero.

In ultimo, si è parlato anche del “Fondo SELFIEmployment”, attivo dall’1 marzo 2016, che finanzia con prestiti a tasso zero l’avvio di piccole iniziative imprenditoriali, promosse da giovani NEET, ovvero giovani che non stanno studiando, non sono impiegati e non stanno facendo nemmeno formazione professionale. Al convegno hanno portato la loro testimonianza due ragazzi, Cristina Nicosia e Michele Spaticchia, che hanno partecipato a Crescere in Digitale e SELFIEmployment; la prima, raccontando l’ingresso del mondo del lavoro grazie al suo percorso formativo ICT; il secondo, spiegando la realizzazione della propria idea imprenditoriale legata sempre al mondo del digitale.

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Ecco 20 citazioni di CEO leggendari che ti ispireranno nella vita e sul lavoro

Ecco 20 citazioni di CEO leggendari che ti ispireranno nella vita e sul lavoro

 L'ispirazione può essere un motore potente, che ci dà motivazione e ci spinge a migliorarci quotidianamente.

Purtroppo però è difficile mantenere alta la tensione, e per essere spronati a dare il meglio di noi stessi abbiamo sempre bisogno di nuovi modelli e di nuove intuizioni.

E' per questo che We Train Italy, il più grande portale italiano della formazione online che offre ai propri studenti la possibilità di abbonarsi a tutti i corsi a soli 59 euro, senza limiti, da questo link, ha raccolto per i suoi studenti 20 tra le più belle citazioni di imprenditori e leader di successo, una vera e propria carica di energia per le settimane a venire.

Leggete insieme a noi le citazioni che seguono, e scriveteci per farci sapere se la vostre citazioni preferite hanno trovato posto nella nostra lista, o se volete suggerirne delle nuove.

A proposito del successo. 

“Ho sempre fatto cose per cui non mi sentivo preparata abbastanza. Credo che si cresca proprio in questo modo. Quando ti trovi in quei momenti in cui pensi di non essere in grado di fare qualcosa, e li affronti lo stesso, è allora che hai successo." Marissa Mayer, Yahoo!.

“Ogni volta che preferisci la scelta più difficile, quella giusta, diventi un po' più coraggioso, mentre ogni volta che fai la scelta sbagliata, quella più facile, diventi un po' più codardo." - Ben Horowitz, Opsware

“Non preoccupatevi se le persone copiano quello che fate. Cominciate a preoccuparvi il giorno che smetteranno di farlo" - Jeffrey Zeldman, A List Apart Magazine

“C'è solo una cosa peggiore dell'iniziare un'attività e fallire... il non iniziare nulla.” - Seth Godin, Squidoo

“Il coraggio è come un muscolo. Ho imparato sulla mia pelle che più lo esercito e più diventa naturale resistere alla paura.” -Arianna Huffington, The Huffington Post Media Group

“Non ponetevi limiti. Molte persone si limitano a fare quello che pensano di essere in grado di fare. Invece potete andare tanto lontani quanto può estendersi la vostra mente. Se credete in qualcosa, ricordatelo, potete ottenerlo." - Mary Kay Ash, Mary Kay Cosmetics 

Sullo stile di lavoro.

“Rendete perfetto ogni dettaglio e limitate il numero di dettagli da perfezionare.” - Jack Dorsey, Twitter

“Se non vi vergongnate almeno un po' della prima versione di qualcosa che avete fatto, significa che avete aspettato troppo prima di renderla pubblica.” - Reid Hoffman, LinkedIn

"Una delle domande più comuni sul posto di lavoro è: Perché? E' una buona domanda, ma una domanda altrettanto buona è: Perché no?" – Jeff Bezos, Amazon

Sul fallimento.

“Non preoccupatevi dei vostri fallimenti, quello che conta alla fine è rialzarsi e tagliare il traguardo." - Drew Houston, Dropbox

“Non imparate a camminare seguendo delle regole. Imparate a camminare provando e fallendo.” - Richard Branson, Virgin Group 

"Un uomo dev'essere adulto abbastanza da ammettere i suoi sbagli, intelligente abbastanza da trarne insegnamento, e forte abbastanza da riuscire a correggerli" – John C. Maxwell, The John Maxwell Company

Sulla passione.

“Il vostro lavoro riempirà una porzione molto grande della vostra vita, e l'unico modo di esserne davvero soddisfatti è fare ciò che considerate importante.”  - Steve Jobs, Co-Founder of Apple

Sull'appagamento.

“Il veleno più insidioso è la sensazione di appagamento. L'antidoto è il pensare, ogni sera, a cosa potete migliorare l'indomani.” - Ingvar Kamprad, IKEA 

Sull'innovazione.

"Quando fate innovazione siate pronti alle critiche, perché tutti vi diranno che state sbagliando." – Larry Ellison, Oracle.

“Il cuore e l'anima della nostra azienda sono la creatività e l'innovazione.” - Robert Iger, Walt Disney

“Il valore di un'idea sta tutto nel come la si mette in pratica.” - Thomas Edison, General Electric

“Inoltrarvi in un terreno sconosciuto, soprattutto all'inizio, può diventare il vostro più grande vantaggio. Perché sarete sicuri di affrontare i problemi con un'ottica completamente diversa da quella di chi ci è immerso da tempo.” - Sara Blakely, SPANX

Sul relazionarsi con gli altri.

“Non dimenticare mai che hai solo una possibilità di impressionare al primo colpo" Natalie Massenet, Net-a-Porter.

“Non importa quanto siate furbi o intelligenti, se non fate gioco di squadra, siete destinati a perdere.” - Reid Hoffman, LinkedIn

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Bilancio di competenze: cos'è e perché è utile

Bilancio di competenze: cos'è e perché è utile

 

We Train Italy, il più grande portale italiano della formazione online che offre ai propri studenti la possibilità di abbonarsi a tutti i corsi a soli 59 euro, senza limiti, da questo link, offre quotidianamente nuovi contenuti sul mondo del lavoro e delle professioni. Oggi parliamo di bilancio di competenze.

Il termine bilancio di competenze viene utilizzato sempre più di frequente in contesti lavorativi e non solo, spesso con significati diversi perché il suo profilo di attuazione in Italia non è, come invece avviene in altri paesi, normato per legge

Dal punto di vista dell'orientamento professionale il bilancio di competenze è un percorso che permette di pianificare un progetto professionale di crescita attraverso la presa di consapevolezza di quelle che sono le proprie capacità, i propri interessi, i propri valori e i propri obiettivi.

Il bilancio di competenze è destinato sia a persone già esperte che a giovani senza esperienza, che in particolare desiderino:

- trovare occupazione

- cambiare attività lavorativa 

- crescere professionalmente all'interno del proprio percorso

E' importante ricordare che un'attività propedeutica alla determinazione del proprio bilancio di competenze è la stesura di una piccola biografia informale della propria vita, che dia modo di ricordare e riflettere sui momenti salienti sia dal punto di vista dell'acquisizione delle competenze che della gratificazione personale.

Fatto questo, siamo pronti al primo passo, la valutazione delle proprie capacità, ovvero tre liste delle cose che sappiamo fare divise per categorie:

1. una lista delle capacità di saper lavorare con Dati e Informazioni (raccogliere, cercare, inventare, creare, analizzare, organizzare, scrivere)

2. una lista delle capacità di saper lavorare con Cose e Oggetti (costruire, aggiustare, assemblare, programmare un computer, guidare un veicolo, governare una macchina, disegnare, suonare uno strumento)

3. una lista delle capacità di relazione Interpersonale (ricevere istruzioni, insegnare, selezionare persone, gestire un team, prendersi cura di persone, guidare delle persone, lavorare insieme a delle persone)

Il secondo passo è quello di elencare i propri interessi, ovvero quello che ci piace fare. La ragione per cui preferiremmo scegliere delle attività piuttosto che altre, per esempio lavorare da soli piuttosto che con delle persone, lavorare all'aperto piuttosto che al chiuso, occuparci di vendite o di assistenza, svolgere attività ben codificate o sempre diverse.

Terzo passo è la consapevolezza dei propri valori, che sono diversi dagli interessi perché non rispondono alla domanda "cosa ci piace?" ma definiscono cosa è importante per noi. Valori personali possono essere la salute e il benessere fisico, la stabilità e la sicurezza economica, l'indipendenza personale, la reputazione e l'approvazione degli altri, lo svolgere un'attività che sia di aiuto per il prossimo o per la natura.

In ultimo, è importante capire le nostre motivazioni. Rispetto ai valori, le motivazioni definiscono i nostri obiettivi concreti, da raggiungere sia a breve che a lungo termine, quello che ci da la forza di affrontare le sfide quotidiane in cambio della sensazione di poter ottenere un premio, anche semplicemente la sensazione di aver raggiunto quello che ci eravamo prefissati. Fissare degli obiettivi da raggiungere, anche in base ai tre passi precedenti, è molto importante, per esempio una persona che ha come valore l'indipendenza personale può fissare come obiettivi la creazione di un'attività in proprio contemporaneamente al lavoro dipendente, e di raggiungere una soglia di reddito che gli consenta l'indipendenza dal lavoro dipendente entro due anni.

Completato il percorso del bilancio di competenze, verrà naturale per la persona orientarsi meglio nell'universo delle proprie potenzialità, delle scelte a disposizione e degli obiettivi lavorativi, e il risultato sarà una maggiore consapevolezza di se e della strada che si vuole intraprendere.

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Abbiamo raccolto per te tutti i siti dove cercare lavoro.

Abbiamo raccolto per te tutti i siti dove cercare lavoro.

Noi di We Train Italy, il più grande portale italiano della formazione online, mettiamo sempre al primo posto le esigenze dei nostri studenti, e abbiamo deciso di offrire a chi è già iscritto a uno dei nostri corsi un'offerta imperdibile: l'abbonamento a tutti i nostri corsi online, senza limiti, non per un anno ma per sempre e a soli 59 euro, da questo link.

Ma non finisce qui. La nostra attenzione al tuo bisogno di crescita professionale si concretizza in un secondo regalo, una guida ragionata ai canali di ricerca del lavoro online.

Ogni giorno infatti in Italia è possibile navigare tra decine di migliaia di offerte ricercabili per zona, categoria, retribuzione offerta.

E' importante non affidarsi al caso in questa ricerca ma avere un panorama completo dei siti di annunci e dei siti di supporto a chi cerca lavoro e vuole informazioni sul mondo del recruiting online.

Per questo motivo abbiamo preparato un elenco organizzato dove è possibile trovare tutti i siti italiani che hanno come argomento il lavoro e la sua ricerca.

L'elenco è da considerare una "cassetta degli attrezzi" per chi è alla ricerca di occupazione, da tenere sempre a portata di mano sia per ricercare offerte di lavoro sia per approfondire e avere dettagli sulle aziende che offrono lavoro e sui propri diritti.

 

Per cercare informazioni sui contratti di lavoro, sui propri diritti, sulle opportunità per la propria categoria e sulle aziende in generale, consigliamo i seguenti siti:

- Isfol (professionioccupazione.isfol.it) 

- Orientaonline (orientaonline.isfol.it) 

- Mondo delle Professioni (www.professioni.info) 

- Ministero del Lavoro (europalavoro.lavoro.gov.it) 

- Pagine Gialle (www.paginengialle.it) 

- Guida Monaci (www.italybygm.it) 

- Agenzie per il Lavoro (www.welfare.gov.it) 

- Borsa Nazionale del Lavoro (www.lavoro.gov.it) 

- Informagiovani (www.informagiovani.italia.com) 

- Società di Ricerca e Selezione (www.assores.it) 

 

Per cercare offerte di lavoro invece, i siti italiani sono i seguenti, rigorosamente in ordine alfabetico:

www.assioma.org

www.bakeka.it

www.bancalavoro.it

www.bancaprofessioni.it

www.careerjet.it

www.cercalavoro.it

www.cesop.it

www.cliccalavoro.it

www.click4talent.it

www.espertidi.it

www.facecv.it

www.infojobs.it

www.it-recruitment.it

www.jobcrawler.it

www.jobdirect.it

www.jobrapido.it

www.jobespresso.com

www.jobitaly.com

www.jobline.it

www.jobonline.it

www.lavoro.it

www.lavoroeweb.com

www.lavoroturismo.it

www.linklavoro.it

www.kijiji.it

www.mastnet.biz

www.mercurius.it

www.minilavoro.it

www.miojob.repubblica.it

www.mondolavoro.it

www.monster.it

www.motorelavoro.it

www.perlavoro.it

www.primolavoro.it

www.profiliecarriere.it

www.stepstone.it

www.talentmanager.it

www.trovalavoro.it

www.trovolavoro.it

 

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Il 40% delle Startup italiane ha difficoltà a trovare personale qualificato

Il 40% delle Startup italiane ha difficoltà a trovare personale qualificato

La notizia è una di quelle che può stupire.

In un'Italia dove la disoccupazione resta alta, soprattutto nelle fasce d'età dei neodiplomati e dei neolaureati, l'Osservatorio italiano Startupper's Voice ha scoperto che circa il 40% delle start up italiane ha difficoltà a trovare profili professionali che soddisfino le proprie esigenze.

Mancano, insomma, competenze aggiornate nell'ambito delle nuove professioni digitali, non solo tecniche ma anche di marketing e comunicazione.

Allo stesso tempo, anche grandi aziende stanno iniziando a investire nell'innovazione, e sono sempre di più le realtà nazionali e multinazionali che investono nell'innovazione tecnologica e di processo e fanno shopping sul mercato alla ricerca di figure nuove, basti pensare al caso di Coca Cola che a livello Global ha sostituito il vecchio responsabile del marketing con un Growth Hacker.

E a livello della sicurezza, il nuovo GDPR europeo genera una carenza enorme di figure che possano soddisfare i nuovi standard di sicurezza dei dati imposti alle aziende.

Driver dell'innovazione sono anche la globalizzazione e le nuove tecnologie digitali, che hanno abbattuto i confini territoriali e obbligano tutte le aziende, grandi e piccole, a investire in risorse e competenze in ottica di innovazione.

La trasformazione digitale, insomma, impone un continuo aggiornamento di skills e figure lavorative. Entro pochi anni, infatti, molti dei lavori a cui siamo abituati potrebbero scomparire o essere rivoluzionati, e la sfida che dobbiamo affrontare per restare competitivi è quella di una formazione continua, in modo da essere in grado di rispondere alle esigenze del mercato di domani.

We Train Italy ha scelto di farsi carico di questa sfida, con una serie di corsi online che insegnano le professioni del futuro.

Sul piano tecnologico, i nostri nuovi corsi insegnano a realizzare App mobili su iOS e Android, ad affrontare le problematiche di sicurezza di rete e delle informazioni, a sviluppare videogiochi in 2D e 3D, a conoscere il Web Design, ad affrontare le sfide della grafica digitale su Blender.

Sul piano del marketing e della comunicazione, affrontiamo invece tematiche come il SEO, la gestione di blog, il marketing Google, il giornalismo web, il marketing mobile.

Nel corso di ricerca del lavoro poi, insegnamo a fare un bilancio delle proprie competenze, a gestire il proprio cv e a valorizzarsi nei confronti dei datori di lavoro attuali e futuri.

Ma non finisce qui.

Nei prossimi mesi l'Accademia presenterà nuovi corsi innovativi, tra cui:

- Salesforce da zero

- Growth Hacking

- Web Developer completo

- React/Redux

- Digital Marketing completo

- Machine Learning e Intelligenza Artificiale

Questi e altri corsi saranno disponibili, senza limiti, a chi sottoscriverà il nostro abbonamento annuale.

Affronta le sfide della globalizzazione con la formazione continua di We Train Italy, e accelera il tuo futuro.

 

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Presentazione di WellCome Italia, una delle startup vincitrici del nostro concorso

Presentazione di WellCome Italia, una delle startup vincitrici del nostro concorso

Visite guidate esclusive nelle grandi aziende del Made in Italy: scopri i segreti dei prodotti d’eccellenza italiani e prova tu stesso a produrre, assaggiare e creare.

 

WellCome Italia è la prima piattaforma in Italia che permette di prenotare visite guidate all’interno delle grandi industrie del Made in Italy e fare esperienze al loro interno. (www.wellcomeitalia.it)
Il turista può visitare gli stabilimenti produttivi (Factory) guardando direttamente tutte le fasi della filiera produttiva; diventerà protagonista del tour poiché sarà coinvolto in degustazioni, prove pratiche e test sensoriali; alla fine, se lo desidera, potrà fare acquisti negli store aziendali.

 

WellCome Italia intende valorizzare la qualità delle aziende del Made in Italy, portando i turisti, italiani e stranieri, a vedere con i propri occhi “com’è fatto” un prodotto, quali materie prime si utilizzano, in che modo è lavorato e confezionato. Il nostro obiettivo è aprire le porte delle grandi aziende dell’enogastronomia, moda, automotive, design, cosmesi e packaging, per far apprezzare ai turisti/consumatori le eccellenze che esportiamo in tutto il mondo.
Il contatto diretto con i prodotti, la possibilità di crearli e di testarli, di immedesimarsi per alcune ore nella vita dell’azienda, diventano il veicolo migliore per conoscere il territorio, le sue tradizioni e il modo di vivere delle persone che ci vivono e lavorano. Il visitatore potrà entrare nella quotidianità dell’azienda e sentirsi, per una giornata, parte di quell’eccellenza, portando a casa prodotti arricchiti da “una storia da raccontare”.

Il progetto è portato avanti da Michela Rossi (Laurea Specialistica in Archeologia) e Luca Manganelli (Laurea Magistrale in Ing. Elettronica).

L’idea nasce dalla esperienza lavorativa pregressa di Michela come archeologa, che mi ha permesso di entrare in contatto con numerosi turisti provenienti da ogni parte del mondo. Ciò che mi ha sempre colpita è la grandissima curiosità che i turisti dimostrano verso il Made in Italy, che spesso è la motivazione per la quale vengono a visitare il nostro Paese. Le eccellenze italiane identificano il nostro Paese all’estero, spesso ancor prima dei siti archeologici e dei musei.

Ecco le parole di Michela:

"La partecipazione al bando Binge Learning per noi costituisce un’importante opportunità per conoscere e approfondire materie di fondamentale importanza per la gestione e l’implementazione di una start up. Riteniamo che la formazione continua costituisca il mezzo migliore per essere al passo con le continue richieste del mercato.

In questo momento stiamo selezionando le aziende da coinvolgere nel progetto. Il progetto pilota partirà entro fine 2017 in Emilia-Romagna. Il nostro obiettivo è di espandere il servizio in Lombardia, Toscana e Veneto nel corso del 2018 e raggiungere tutte le aziende italiane nel corso del 2019.

 

Proprio in questi giorni e fino al 18 Settembre, è possibile sostenere WellCome Italia votando la nostra storia su ( https://www.saxoprint.it/printingreallives/partecipanti/wellcome-italia-srl/). Siamo tra i 30 finalisti del concorso Saxoprint “Printing Real Lives” e per accedere alla fase successiva abbiamo bisogno del sostegno della community di We Train Italy!"

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iPhone 8 in uscita a settembre? Forse si, ma in pochi esemplari.

iPhone 8 in uscita a settembre? Forse si, ma in pochi esemplari.

Cattive notizie per Apple che si avvicina all’uscita di iPhone 8 ma in contemporanea con iPhone 7s e in pochissimi esemplari.

Novità di iPhone 8.

Il nuovo melafonino di casa Apple, stando alle notizie del momento, arriverà sul mercato a settembre e comunque in pochissimi esemplari, circa 4 milioni di unità. Il problema nascerebbe, secondo i rumors, nell’approvvigionamento dei pannelli OLED per il display di iPhone 8. Questo perché l’unico produttore della tipologia di schermo è Samsung, che nonostante aveva promesso di supportare il rivale non riesce a rispondere alle richieste di Apple. Inoltre la promozione del nuovo device Apple avverrà in contemporanea con Galaxy 8 che già è in produzione e ha risolto i primi problemi tecnici rilevati. Apple avrà avvero filo da torcere nella guerra alla conquista del mercato. I 4 milioni di unità garantiti non risponderanno alle esigenze del mercato che per Apple corrispondono a circa 50 milioni di unità. 

Uscita del nuovo iPhone a Settembre?

L’uscita del nuovo melafonino a settembre pare confermata anche se in molti l’hanno definita una mossa suicida andando a diminuire di molto il valore di iPhone 7 che è da meno di un anno sul mercato. I problemi riscontrati sulla produzione dello schermo OLED potrebbero, però, ritardare l’uscita del device fino a dicembre. Il mese dei regali di natale potrebbe essere un ottimo momento per l’acquisto ma anche una mossa svantaggiata dalla precedente uscita del futuro Galaxy 8 di Samsung. L’uscita nel 2017 è comunque confermata e in molti hanno iniziato a chiedere che cosa ne sarà del iPhone 7. Siamo sempre stati abituati, infatti, ad avere l’uscita Apple seguita dall’aggiornamento alla versione “s” nei mesi seguenti. In questo caso però il passaggio potrebbe mancare anche sei rumors in casa Apple propongono due possibilità. L’uscita di tre differenti device di pollici differenti, oppure l’uscita sia dell’iPhone7s che dell’8 di cui non si conosce precisamente il nome. Ricordiamo anche che Apple festeggia 10 anni di melafonino

Caratteristiche tecniche.

 

iPhone 8 avrà, molto probabilmente la scocca waterproof con certificazione IP68 per le immersioni più durature. Sono soltanto rumors di corridoio, che non hanno la certezza della casa madre Apple, ma sembra proprio che iPhone sarà “una bomba”. Lo schermo avrà bordi minimi e il tasto TouchID sarà sotto lo schermo stesso! Il processore potrebbe essere il nuovo performante processore A11 proprietario di Apple, realizzato con architettura a 10mn per rimanere in vetta alle prestazioni in tutti i testi di benchmark. Le voci più interessanti sono quelle che parlano di una ricarica ultra veloce chiamata Energous WattUp che sembra ispirato a Nikola Tesla dato che può trasferire energia alla batteria fino a 4 metri di distanza. Per i fedeli seguaci di Apple, però, la vera novità sarà che iPhone 8 potrebbe essere il primo davvero made in USA e non in China. È questo uno degli effetti collaterali della elezione di Trump alla Presidenza degli Stati Uniti che ha deciso di poter multare coloro che sono considerati dei “nemici commerciali” come la China. Aspettiamo dunque settembre/ottobre per vedere il risultato della produzione Apple. 

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Virus Petya/NotPetya: bisogna aprire una mail che sembra indispensabile aprire.

Virus Petya/NotPetya: bisogna aprire una mail che sembra indispensabile aprire.

Il  nuovo virus globale sta viaggiando nella nostra rete attraverso una mail: non apritela, anche se vi sembra indispensabile farlo!

Il virus Petya

Nel 2017 abbiamo ancora i virus e riescono a viaggiare nella rete? Si, sembra strano ma è così. Molti pc, infatti, non sono aggiornati e basta scaricare l’allegato della mail infetta per avere problemi. Ma questo non accade solo per i piccoli utilizzatori della rete ma succede anche, e soprattutto, alle grandi aziende che hanno versioni vetuste di antivirus e non aggiornate. E sono soprattutto queste aziende che hanno la necessità di scaricare tutti gli allegati ricevendo giornalmente curriculum, file di altre aziende, fatture. Marco Ramilli, capo di Yoroi di Bologna, azienda specializzata nella sicurezza informatica, afferma che la causa di tutti questi problemi è puramente umana. La sua azienda si è specializzata nella creazione di tecnologie che riconoscono in tempo reale l’attacco e la sua provenienza e con una serie di tecnologie scovano i virus arrivati via mail. Il problema è che se anche si riesce a non aprire la mail infetta come Petya, il suo ransomware, NotPetya funziona in maniera differente ma infetta comunque il pc e potremmo non accorgerci della sua presenza nella nostra casella e-mail.

Come funzionano i virus come Petya?

I virus di questa categoria si propagano attraverso la casella mail. Se arriva una mail che noi consideriamo buona e scarichiamo l’allegato automaticamente il virus è nel nostro pc. Anche attraverso l’aggiornamento di un software per il mondo business, MeDoc, molto usato in Ucraina possiamo avere l’infezione di questo virus. La tua minaccia è l’arma che utilizza per l’infezione, EternalBlue, sviluppato dalla Nsa. Una volta entrato nel nostro sistema il virus si propaga in modo orizzontale sulla rete interna, è questa nella maggior parte dei casi a non essere aggiornato e non riuscire a rispondere agli attacchi del virus. Quando si è attaccati possiamo uscirne solo con il pagamento di un riscatto, in bitcoin, o,138 bitcoin che valgono circa 300 dollari. La richiesta però varia di caso in caso e nessuno è escluso, tutti coloro che ricevono l’attacco devono pagare. 

L’uomo dietro la tecnologia.

Senza addentrarsi in complessi discorsi sulla natura della tecnologia e sulla motivazione della sua esistenza chi c’è dietro ai virus informatici?Ci sono sempre gli esseri umani, alle spalle della tecnologia, e sono sempre difficili da scovare. Dietro Petya, è ancora presto dirlo, perché dietro questa tecnologia c’è il metodo delle false bandiere. I malware sono degli impianti a più strati e ognuno proviene da un server differente che a volte sono in Paesi diversi con codici malevoli differenti che poi scaricati si cambiano. Questi personaggi ignoti stanno però ottenendo dei reali risultati, nei primi momenti dell’attacco si erano registrati circa 4000 euro di guadagno e vi erano ancora 10-12 pagamenti in attesa di essere risolti. Ma in realtà il pagamento si è bloccato all’improvviso: non puntavano ai soldi? Probabilmente no. 

Come difendersi?

Non esiste un reale metodo di difesa, si tratta sempre di tenere tutto aggiornato al massimo, riuscire a proteggere il pc senza aprire tutte le mail che arrivano. In caso di grandi aziende utilizzare magari dei codici particolari per farsi inviare curriculum e fatture. Affidarsi, nel caso delle grandi aziende, ad un tecnico informatico specializzato nella difesa dai virus di queste categorie, sarebbe l’azione migliore per proteggerci. 

 

Sei interessato alla sicurezza informatica?Segui il nostro corso online!

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Nuovo record per Facebook: tocca quota due miliardi.

Nuovo record per Facebook: tocca quota due miliardi.

Marl Zuckemberg si prepara a festeggiare il nuovo record del social network che arriva a due miliardi di utenti attivi al mese. Come festeggia? Ovviamente con un post!

Facebook il re dei social.

Facebook è diventato davvero il re di tutti i social network. Nato come semplice strumento di comunicazione in università è diventato il detentore di tutti i primati. Dopo aver chiuso l’anno in attivo, a differenza delle società mondiali, è l’unica azienda ad aver chiuso in attivo l’anno nonostante il calo in borsa. È un comunicato ufficiale che ha annunciato i dati di Facebook:  ogni giorno 175 milioni di persone mettono reaction su fb, indice che sono online in piattaforma, 800 emiliano mettono mi piace. Da poco Facebook aveva raggiunto un altro picco, di you tube, che ha registrato un miliardo e mezzo di utenti attivi al mese. Certo è che Facebook non registra solo picchi personali ma della propria azienda. Ai 2 miliardi di Facebook si devono aggiungere i 1,2 miliardi di iscritti WhatsApp, i 700 milioni di Instagram e i sempre 1,2 miliardi di utenti Facebook Messenger. Il totale? 5,1 miliardi di profili digitali che non presentano davvero competitors nel settore. 

Il 30% del mondo è online.

 

Analizziamo solo Facebook per rendere delle statistiche  mondiali. Poco meno del 30% della popolazione mondiale ha un profilo sul social Facebook. Gli accessi alla rete sono circa 3,74  miliardi secondo le stime di Internet World Stats. La maggior parte del traffico proviene dai paesi in via di sviluppo. Statistica, questa, che permette di conoscere un quadro mondiale davvero particolare che modifica anche le politiche di commercio mondiali. Nuovi utenti internet significa che ci sono nuovi mercati di approdo della rete e degli e-commerce. Sono tante le potenzialità anche commerciali che Facebook ha creato per sostenere il commercio. Sono tante le applicazioni, o meglio la pubblicità, che è possibile inserire nelle applicazioni create. L’enorme quantità di contatti che sulla rete Facebook si possono creare sono un mercato commerciale vero e proprio. Anche le agenzie di comunicazione che si occupano di Web Marketing non hanno perso tempo e si sono sempre più specializzate su Facebook. Questa, infatti, è un’ottima piattaforma per campagne di marketing ed è possibile convogliare centinaia di possibili clienti verso un obbiettivo prestabilito in pochissimo tempo e con il minor dispendio di denaro. Uno dei grandi benefici di Facebook, come anche dei motori di ricerca, è la possibilità di targettizzare il pubblico di utenti che si desidera per il proprio prodotto. Ed ecco che abbiamo la possibilità di scegliere cosa vendere e a chi ottenendo il massimo risultato possibile. Tutto questo è davvero difficile ottenerlo nel mondo reale in un negozio fisico. Ma Facebook non è solo denaro e commercio, anche se questa è la sua maggior fonte di guadagno. Il re dei social è stato usato in vario modo, fin dall’origine dei tempi. Nato come semplice social comunicativo tra studenti, è presto diventato un mezzo per conoscere gente nuova, in collaborazione della nascita delle prime chat. Con il tempo ha allargato il suo bacino di utenza divenendo un social altamente criticato per sua scarsa sicurezza. Facebook ha dovuto concentrare le forze verso i fake e i falsi profili nati al fine del “cyberbullismo”. Ma Facebook è usato anche per conoscere nuova gente, ricompattare vecchi amici di scuola, conquistare la propria anima gemella. Facebook insomma non è solo commercio e pubblicità ma è molto di più. Basti pensare al recente uso della localizzazione per informare di star bene durante gli attacchi terroristici. Non solo, dopo esser diventato una banca Facebook ha aperto le sue porte alla programmazione sportiva con la trasmissione di partite in tutto il mondo. L’ultimo passo da affrontare? L’Intelligenza Artificiale, ma anche per quello ci sta già lavorando da tempo. 

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Nuovo record per Google: due miliardi e mezzo di euro di multa

Nuovo record per Google: due miliardi e mezzo di euro di multa

La UE mette sotto accusa il servizio di Google Shopping che permette di comparare caratteristiche e prodotti dei prezzi, la multa arriva a due miliardi e mezzo di euro.

Google sotto accusa

La UE ha deciso di mettere sotto accusa il colosso Google per il servizio di Google Shopping, che permette di comparare caratteristiche prodotti dei prezzi online. Una decisione, questa della multa, molto attesa dal mercato internazionale anche se le cifre sono solo voci di corridoio. L’Antitrust ha deciso di usare la mano pesante e ha messo alle strette il colosso Google che respinge tutte le accuse e annunciano un ricorso. L’accusa nasce da un problema spesso annunciato dalla UE, legato alla popolarità di Google e al fatto che l’azienda è all’origine di un gran numero di prodotti e servizi che hanno cambiato la nostra vita. La diatriba nasce però dal servizio di comparazione dei prezzi che, è stato dimostrato, presenta un abuso di posizione dominante sul mercato dei motori di ricerca che favoriscono i propri prodotti a discapito dei concorrenti. La pratica, definita illegale dalla UE colpisce sia le società concorrenti, sia i consumatori privati della possibilità di scegliere davvero una offerta. 

La Commissione contro Google.

La commissione spiega di aver raccolto moltissime prove a discapito di Google, raccolte in un Dossier. È questo a contenere circa 1,7 miliardi di ricerche, analisi sull’incidenza della visibilità nei risultati, dati finanziari e un’inchiesta sul mercato dei clienti e dei concorrenti. Google ovviamente non rimasta in silenzio difronte alle accuse ricevute. Ha affermato infatti che indagherà a fondo delle accuse ricevute e presto farà appello. Proprio oggi, subito dopo le notizie balzate alla cronaca Kent Walker ha annunciato che la multa non ha ragione di esserci perché : «Quando fate acquisti online, quello che volete è trovare in maniera facile e veloce i prodotti che state cercando. Allo stesso tempo, chi li vende vuole promuovere questi stessi prodotti. Ecco perché Google mostra annunci pubblicitari Shopping, mettendo in contatto le persone con migliaia di inserzionisti, grandi e piccoli, portando benefici ad entrambe le parti. Siamo rispettosamente in disaccordo con le conclusioni annunciate oggi. Analizzeremo nel dettaglio la decisione della Commissione, considerando la possibilità di ricorrere in appello, e continueremo a sostenere la nostra causa». Sono queste le parole della Serior Vicepresident  general Counsel di Google. La società, inoltre, sta combattendo già si altri due fronti che sono il software Android e il servizio online di AdSense.  

Google: problemi e successi.

 

Al di là delle continue multe ricevuto Google ha anche archiviato recentemente dei grandi successi. Le critiche sono sempre accette da chi ha costruito un impero come quello di Google che ha recentemente aperto le proprie porte alla ricerca di lavoro, ma soprattuto ai pagamenti online.  Non ci resta che attendere la risposta del colosso americano.

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Facebook e l’intelligenza artificiale: due Bot lasciati a parlare da soli?

Facebook e l’intelligenza artificiale: due Bot lasciati a parlare da soli?

Sembra davvero uno scherzo eppure è così. Facebook ha pensato fa comunicare direttamente due Bot per un esperimento. 

Facebook e i Bot

Mike Lewis e l’unita per la ricerca sull’intelligenza artificiale di cui fa parte, hanno deciso di compiere un particolare sperimento. Nella tematica dell’intelligenza artificiale hanno deciso di lasciar parlare tra loro due Bot la scoperta è stata sorprendente. I due Bot, infatti, hanno sviluppato una lingua indipendente e, in base alla missione di negoziare un accordo, hanno finto un iniziale disinteresse con i loro comportamenti. Alla strenua dei bambini anche i Bot hanno deciso di stabilire un mezzo di comunicazione e lo hanno sfruttato a loro piacimento. Una scoperta incredibile che dimostra come anche le Intelligenze artificiali riescono a “formarsi” un pensiero e dunque potrebbero prendere decisioni autonomamente? Perché Facebook è cosi interessata allo sviluppo di questi strumenti di comunicazione informatici? 

Cosa sono i Bot. 

L’azienda più potente del momento, Facebook, è molto interessata allo sviluppo dell’Intelligenza artificiale perché questa permetterebbe loro di automatizzare dei processi ripetitivi e monotoni. I Bot sono dei robot, e il Chatbot è un programma attraverso il quale si parla con un robot dotato di intelligenza artificiale. Il Bot viene programmato er dare delle risposte strutturate e sensate, attinenti alle domande che gli vengono poste. Grazie alla tecnologia molte piattaforme di messaggistica istantanea si sono evolute, come per esempio Messenger e WhatsApp. Di Bot si parlava già negli anni ’50 per con la nascita delle chat hanno spostato il loro interesse verso questo settore creando un vero e proprio modello di business innovativo che prende il nome di Bot Economy. La Bot revolution potrebbe cambiare completamente il settore della customer care aiutando imprese e professionisti a creare un rapporto diretto con i loro clienti migliorandone la percezione dei servizi. Questo perché i Bot riescono a rispondere alle richieste di informazioni dei clienti, rispetto a determinati servizi o prodotti di consumo. I Bot riescono ad aiutare la logistica in fatto di shop online, per gli ordini e le spedizioni dando assistenza al cliente dopo che ha acquistato. La tecnologia provvede anche a intrattenere il pubblico in un ottica di acquisition e fidelizzazione. 

Esistono dei limiti all’uso dei Bot?

Allo stato attuale i chatbot rappresentano si una tecnologia avanzata ma che ha molti limiti rispetto alle Intelligenze Artificiali che ne sono alla base. Uno dei problemi principali riscontrato è la non comprensione di alcune domande da parte dei Bot. Il problema dipende anche da noi però che spesso ci dimentichiamo che stiamo parlando con una macchina e di conseguenza componiamo delle domande che neppure un umano potrebbe capire. Quando si parla di Bot si parla anche di sicurezza e di privacy, i sistemi devono lavorare molto di più su questo aspetto e implementare soluzioni e funzionalità che facciano sentire gli utilizzatori più sicuri. Altro dubbio è sulla possibilità di rivolta dei bot contro gli umani come hanno già ipotizzato in passato. 

Uso delle chat box dalle aziende

Sono tante le aziende che hanno già utilizzato le chatbot, come  per esempio la californiana Trim che propone bot in grado di negoziare per noi offerte migliori con Comcast, un network via cavo. Un anno fa Tay, il bot lanciato da Microsoft come esperimento di conversazione automatica durò appena 24 ore perché fu inondato da commenti razzisti. Un caso di successo è stato Wahlbot lanciato dal broadcasterOrf in occasione delle ultime elezioni austriache per informare e rispondere la diffusione di inesattezze. È certamente colmo di controindicazioni tale sistema ma anche caratterizzato da un forte successo per il futuro, come dimostra l’esperimento condotto. Lo sviluppo di bot in grado di negoziare accordi è interessamento ma il problema potrete essere inquadrarne l’uso. Non ci resta che aspettare e vedere cosa ci riserverà il futuro della tecnologia AI.

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Galaxy Note 8 e i problemi tecnici: Samsung sbaglia il nuovo modello? 

Galaxy Note 8 e i problemi tecnici: Samsung sbaglia il nuovo modello? 

Samsung ha confermato ufficialmente che il nuovo Galaxy Note 8 non avrà il lettore di impronte digitali sotto lo schermo a causa di varie limitazioni tecniche. 

Samsung Galaxy Note 8.

L’ultimo modello di smartphone di casa Samsung sembra avere dei problemi tecnici. L’azienda ha infatti confermato che il nuovo Samsung non avrà il lettore di impronte digitale perché le limitazioni tecniche non lo permetterebbero. Direttamente dalla Cina la conferma che l’attuale tecnologia non permetterebbe di avere una luminosità uniforme del display. Il problema già affrontato nel Galaxy S8 aveva portato a pochi risultati poco soddisfacenti che costrinsero i produttori Samsung di utilizzare un sensore biometrico tradizionale. Il problema però è che l’ampio schermo Infinity Display di Samsung ha comportato l’eliminazione del pulsante Home e dello scanner delle impronte digitali che è stato spostato nella parte affianco alla fotocamera posteriore.Una scelta questa di Samsung molto criticata e sicuramente poco comoda. 

I problemi di Samsung.

 

Sono stati tanti nell’ultimo periodo gli insuccessi della casa produttrice Samsung che ha dovuto anche ritirare dal mercato alcuni modelli di smartphone. In questo caso, il Galaxy Note 8, semplicemente non si avrà la telecamera ma in altri casi i prodotti sono stati definitivamente ritirati dal mercato. Stiamo parlando del caso Galaxy Note 7 che, dopo alcune batterie esplose mentre erano sotto carica, è stato ritirato dal mercato. Samsung, azienda leader della vendita di smartphone, originaria della corea, non poteva davvero immaginare un tale danno economico all’uscita del penultimo modello. Koh Dong-jin, confermò che alcune batterie erano esplose a causa di problemi tecnici. I modelli vennero ritirati dal mercato e coloro che lo avevano acquistato vennero ripagati con un nuovo modello. La società apri una indagine per verificare l’esistenza del problema e secondo le stime ottenute 24 unità ogni milione  riscontrava il problema. Un grosso danno economico che ha portato al successo di Apple che vende il 12% dei prodotti elettronici. Samsung e il suo 22% persero quote nel mercato e Apple se ne approfittò completamente uscendo con il suo iPhone7. Questo ultimo insuccesso produttivo di Samsung porterà sicuramente altri problemi economici all’azienda. Non ci resta che attendere e vedere come, questa volta, verrà risolto il problema prima che Apple arrivi sul mercato con il suo iPhone che, quest’anno, celebra 10 anni! 

 

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Nuove scoperte in ambito astronomico: 219 nuovi pianeti!

Nuove scoperte in ambito astronomico: 219 nuovi pianeti!

Recente l’annuncio della Nasa che ha scoperto 219 nuovi pianeti esterni al Sistema Solare. 

I pianeti simili alla Terra.

I nuovi 219 Pianeti che la Nasa ha annunciato di aver scoperto grazie alle recenti ricerche, si trovano nella fascia abitabile e sono grandi quanto la terra. Essendo alla giusta distanza dalla propria stella, possono avere acqua liquida in superficie. I risultati raggiunti grazie al Telescopio spaziale Kepler hanno portato alla conoscenza di 4034 potenziali mondi alieni! La domanda principale che assilla tutti noi è: ma ci sono dei pianeti dove potrebbe esserci la vita? Il mito degli Ufo sempre più presente soprattutto sui social dove navigano continuamente video di atterraggi alieni in ogni parte del mondo. 

Migliaia di Pianeti come la Terra.

Susan Thompson, coordinatrice del catalogo presso il Siti Institute di Mountain View in California, afferma che il Kepler ha permesso anche la misurazione con grande precisione di migliaia di pianeti. La misurazione ha permesso la catalogazione dei pianeti rilevando due tipologie principali tra quelli più piccoli: quelli rocciosi, grandi come la Terra, e quelli gassosi più piccoli di Nettuno. Sono stati tanti gli studi sulla fascia fuori dal nostro Sistema Solare, recentemente la Sonda New Horizons ha affrontato il viaggio per arrivare ai confini del Sistema Solare. Il Sistema che è stato scoperto si trova a ci oca quaranta anni luce da noi. C’è una stella nana, Trappist-1, stella nana rossa nella costellazione dell’Acquario, che presenta sette Pianeti simili alla Terra. Ben tre di questi pianeti si trovano nella fascia di spazio abitabile, che dunque, permette di avere uno stato liquido della materia e quindi acqua: dunque vita. 

Stella Trappist-1: il sistema planetario più bello!

Trappist-1 non solo è una bellissima stella ma ha il maggior numero di pianeti nella zona abitabile: ben tre pianeti simili alla Terra. Nonostante tutto è una stella molto fretta, con temperatura superficiale di 2400 °C, la metà di quella del Sole.  

Tre Terre, tre successi. 

 

Le stime di densità che sono state fatte sui pianeti di questo misterioso Sistema Solare Trappist-1, hanno dimostrato che dovrebbero essere internamente rocciosi, come i pianeti del nostro Sistema Solare. La temperatura della loro stella porta ad una temperatura sui pianeti che permetterebbe di avere l’acqua e potrebbero aver le temperature ambientali adatte alla vita. L’acqua è uno degli ingredienti della ricetta Uomo, ma bisogna capire che la presenza di acqua in questo caso è solo ipotizzabile perché non avendo dei viaggi stellari che permettono l’analisi in loco è impossibile, al momento, stabilire se effettivamente ci sia la vita su questi pianeti. A noi, non resta che sperare in un futuro con il raddoppio della popolazione, non mondiale, ma universale!

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Twitter cambia pelle: importanti cambiamenti estetici per il social.

Twitter cambia pelle: importanti cambiamenti estetici per il social.

Gli sviluppatori di Twitter hanno appena annunciato cambiamenti nell’estetica dell’applicazione all’insegna della User Experience e del minimalismo. 

Twitter: un social in continua evoluzione. 

Twitter, attraverso i suoi sviluppatori, sta cambiando pelle, migliorando l’estetica dell’applicazione. Un cambiamento caratterizzato da una gestione più ottimizzata degli elementi della UI, con una maggiore reattività e fluidità. Le caratteristiche riguarderanno, tra l’altro, i pulsanti relativi al profilo, agli account secondari, alle impostazioni della privacy e la gestione dei font e nel lettering. È questo l’aspetto che consentirà di rendere più coerente la tipografia più coerente e massimizzare l’esperienza utente. Altra novità sarà l’immagine del profilo che elimina la vecchia immagine con l’uovo, che spesso non era sostituita dall’utente. La generica immagine nasce con il preciso intendo di portare gli utenti alla modifica appena dopo l’iscrizione al servizio. 

L’evoluzione di twitter: il calo di utenti e la voglia di innovarsi. 

 

Twitter sta sperimentando in questi ultimi mesi un preoccupante calo. L’aggiornamento sarà sicuramente una reazione alla mancanza di crescita in campo di utenti. L’azienda, inoltre, circola in acque tempestose sotto il profilo finanziario. La storia di Twitter parte come quella di una piattaforma semplice ma efficace in grado di mettere in difficoltà anche Facebook. Twitter aveva immaginato di divenire l’erede moderno dei mass-media eppure oggi sta calando l’utenza del social.  Diventato popolare perché permetteva alle reti social di essere più raggiungibili attraverso # e contenuti definiti per settore, ora perde il suo primato a causa dell’aumento incredibile dell’utenza degli altri social. Facebook stesso ha affermato che nonostante il calo in borsa in realtà la sua realtà è in costante aumento. Bisogna però sottolineare che Twitter, a differenza della maggior concorrente Facebook, non ha saputo sfruttare il successo ottenuto nel primo periodo della sua vita. Avrebbe, a esempio, potuto diventare un aggregatore di informazioni e Big Data, ma non è riuscita a evolversi in tal senso. Diciamo però che Twitter ha dimenticato che la rete non è solo da sfruttare ma anche da accrescere e costruire. L’errore lascia che si chiuda in se stesso uno dei social più innovativi dei primi anni della diffusione della rete? Probabilmente si. 

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Mangio poco e non dimagrisco…perché?

Mangio poco e non dimagrisco…perché?

È consuetudine recarsi dai dietisti e recitare la frase “mangio poco, sono a dieta e non dimagrisco: perché?” Se davvero non mangiamo continuamente mentendo al nostro medico, quali possono essere le cause della mancanza di dimagrimento?

La dieta e il nostro corpo. 

Il nostro corpo è una macchina perfetta con dei meccanismi e delle necessità specifiche che, quando non vengono soddisfatte, possono portare a scarsi risultati sulla dieta. Il meccanismo di cui siamo fatti non è evoluto come la realtà contemporanea ma abbiamo mantenuto delle tendenze primitive. Sicuramente anche nei processi di dimagrimento. La mancanza di cibo, come affermato in qualche articolo fa, scatena un meccanismo di protezione del nostro corpo, abituato ad affrontare i periodi di carestia. Per capirci meglio utilizziamo le Kcal necessarie al giorno. Una donna che ha bisogno di 1800 Kcal al giorno e inizia una dieta con apporto di 1000Kcal, dopo un primo periodo di dimagrimento smetterà di perdere peso. Perché? Semplice: il metabolismo capirà che l’apporto calorico sta diminuendo e per protezione personale inizierà a “farsi bastare” quelle Kcal introdotte nell’organismo. Il metabolismo però, a causa della nostra dieta, rallenterà e a fatica potrà ritornare al suo effettivo funzionamento. Una dieta, realizzata da noi, dove mangiamo poco nell’arco della giornata, ci spingerà a mangiare molto la sera e il metabolismo non riuscirà a smaltire quello che mangiamo. Le calorie introdotte durante la nostra cena “sfogo” verranno immagazzinate dal corpo per paura di non aver abbastanza energia nell’arco della giornata e aumentiamo il grasso corporeo! 

Come risolviamo il nostro problema di dieta?

Ma allora come possiamo risolvere questo problema? La conoscenza alimentare è necessaria in questo campo e soprattutto l’attività fisica. Il Ministero della Salute ha sottolineato l’importanza dell’attività fisica riunendola dietro la frase “fai le scale non prendere l’ascensore”. Effettivamente è davvero importante sposare sport e dieta. Un’alimentazione corretta ed equilibrata rappresenta il sistema più adatto per soddisfare i bisogni energetici e nutrizionali. La domanda sorge spontanea: come faccio a fare sport se lavoro tutto il giorno? Innanzitutto è impossibile lavorare tutto il giorno perché qualsiasi lavoro prevede dei periodi di pausa che possiamo utilizzare per fare attività fisica. Esistono poi numerosi servii che possono essere svolti anche direttamente alla scrivania o in ufficio. 

  • Camminare: non possiamo solo camminare al parco o per strada ma un ottimo esercizio che può essere svolto direttamente da casa è quello di camminare sul posto. Iniziare lentamente e aumentando la velocità alzando anche le ginocchia è un ottimo esercizio. 
  • Step: utilizzano qualsiasi piano possiamo svolgere 15 minuti di step che sarà utile per dimagrire e rassodare i muscoli delle gambe.
  • Affondi: se abbiamo una pausa possiamo svolgere degli affondi, stando in piedi pieghiamo una gamba in avanti restando in equilibrio con le mani su un ginocchio. 
  • Alzate laterali: in piedi con le mani sulla sedia possiamo alzare la gamba al lato senza appoggiare il piede per 20 volte a gamba. 
  • Roteare il busto: sempre in piedi per 10 minuti potete roteare il busto mettendo le mani sui fianchi, ci aiuterà a migliorare le maniglie dell’amore. 

Siate fedeli a questo comportamento salutare, farlo ogni giorno vi aiuterà a rendere veloce il metabolismo e migliorare l’effetto della dieta che il Nutrizionista vi ha consigliato di seguire. 

 

Nel frattempo potete seguire questo interessante corso per personal trainer che vi insegnerà i segreti dell’attività fisica. 

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Netflix cambia pelle: sarà marketing?

Netflix cambia pelle: sarà marketing?

Dopo aver concesso ai propri abbonati la possibilità di scaricare i film in catalogo per l’offline, Netflix cambia regole! 

Netflix 

L’azienda nata come distributore di Cd e che in breve tempo è riuscita a divenire leader nel noleggio dei Film, recentemente è anche diventata produttrice di film. Netflix però sta cambiando pelle. Dopo aver consesso ai propri abbonati la possibilità di vedere anche offline i titoli del proprio catalogo sembra aver fatto un passo indietro. Alcuni utenti hanno ricevuto un avviso relativo al numero di download disponibili per ogni titolo. Ogni contenuto potrà ora essere scaricato solamente un determinato numero di volte, mossa con la quale Netflix si protegge dalla pirateria. Il numero di scaricamenti possibili sembra essere circa quattro/cinque che comprendono anche la memorizzazione nella cache per poterlo visualizzare. 

Perché questo cambiamento di Netflix?

 

La limitazione che oggi subiamo da Netflix se da un lato dipende sicuramente dalla volontà dei proprietari dei contenuti, dall’altra è stata mossa direttamente gestita dall’azienda. La trasparenza nei movimenti di registrazione pare sia sta apprezzata dagli utenti e dai produttori. Netflix non è nuova al far parlare di se: qualche mese fa abbiamo parlato delle opportunità lavorative aperte in tutto il mondo. Recentemente, invece, è al centro di un caso che sta coinvolgendo numerosi possessori di NVIDIA SHIELD Android TV. Il nuovo aggiornamento del firmware alla versione 5.2 sembra non funzionare perfettamente. Il contenuto in caricamento si bloccherebbe al 25% senza possibilità di aggirare il problema. Sicuramente il problema verrà presto risolto sia di NVIDIA che da Netflix che rilasceranno qualche nuovo aggiornamento che aggirerà il problema. 

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L’estate sta arrivando e la dieta ci sta distruggendo?

L’estate sta arrivando e la dieta ci sta distruggendo?

L’estate si sa è un dramma per tutte le fashion addicted che nel corso dell’inverno ha pensato solo alle cene e agli apertitivi: ora tocca la dieta.

Fast and Diet.

L’estate: gioia e dolore di migliaia di donne, e anche uomini. In tantissimi stanno viaggiando verso diete assurde dell’ultimo secondo per rispondere al meglio alla famigerata “prova costume”. Ma questa diete funzionano davvero o fanno solo male al nostro corpo? Abbiamo portato avanti una ricerca per cercare di conoscere la situazione generale del panorama dietetico online. Sono tantissimi i siti che promuovo diete last-minute, diete dell’acqua, diete della frutta. Ma funzionano davvero? È recente anche la notizia della signora che ci ha rimesso la vita a causa di una “dieta dell’acqua”. È del 1944 il primo studio condotto dall’Università del Minnesota che, pur avendo altri scopi, dimostro gli effetti imprevedibili e psicologici del digiuno. Lo scopo reale della ricerca era quello di scoprire la migliore strategia alimentare da utilizzare con i superstiti della Seconda Guerra Mondiale che avevano subito un periodo prolungato di digiuno e scarsa alimentazione. Dei trentasei uomini che furono chiamati a far parte dello studio, 4 si ritirarono durante la seconda fase della ricerca, sui restanti 32 si compirono delle importanti scoperte. Il lungo periodo di restrizione alimentare aveva provocato significative modificazioni nel comportamento, nella psicologia e nelle interazioni sociali dei partecipanti. Anni più tardi, durante uno studio condotto per conoscere l’anoressia nervosa, è stato osservato che i sintomi di questa malattia erano identici a quelli dello studio del ’45. 

Le osservazioni sull’alimentazione del digiuno. 

Quali sono state le osservazioni principali? Innanzitutto problemi psicologici. Furono evidenziate modificazioni nel funzionamento emotivo e cognitivo di tutti i partecipanti all’esperimento. 

  • Alterazioni della capacità di concentrazione
  • Aumento delle preoccupazioni legate al cibo
  • Sbalzi di umore
  • Irritabilità
  • Ansia
  • Cambi di personalità transitori.

Non solo però: vennero riscontrati anche problemi comportamentali importanti. 

  • Nascita di rituali alimentari
  • Consumo di tabacco aumentato
  • Interesse per i libri di cucina che leggevano in modo ossessivo
  • Alimentazione incontrollata con episodi bulimici.

Ma l’aspetto più preoccupante, ovviamente, sono stati gli effetti fisici.

  • Disturbi del sonno
  • Disturbi gastrointestinali
  • Cefalee
  • Ipotermia 
  • Bradicardia
  • Precoce senso di sazietà
  • Vertigini
  • Senso di debolezza

Tutto questo fa pensare come sia necessario davvero il controllo dell’alimentazione. Allora come comportarsi con le innumerevoli diete che possiamo reperire online?

I consigli di alimentazione online. 

 

Certo è che l’inverno ci ha messo su un po’ di kg, come possiamo eliminarli? Noi non consigliamo di seguire le diete che possono essere reperite online, in quanto non badano alla situazione dell’utente. Una dieta degna di questo nome dovrebbe essere composta di consigli alimentari e di suggerimenti che servono a migliorare l’alimentazione. Noi proponiamo tra il nostro parterre di corsi anche un corso sull’alimentazione, che è condotto da un nutrizionista medico professionista. L’alimentazione e i suggerimenti del corso sono regolati in base a consigli generali, semplici da seguire, che aiutano a migliorare l’alimentazione tutto l’anno. Perché, cari lettori, non si dimagrisce solo l’estate ma bisognerebbe essere in forma tutto l’anno! 

 

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